Pittore fin dall’infanzia, ho sempre amato il mondo dell’arte e mi sono divertito a utilizzare diverse tecniche pittoriche come olio, acquerello, pastello, aerografo, tecniche miste e materico.

 

La mia poetica risulta essere duale ed è legata alla forma del paesaggio che si esprime secondo due differenti sorgenti: da una sgorgano immagini tratte dal vero; dall’altra, i ricorsi del movimento della mia coscienza nella formula di “paesaggi del sottile”.


La mia ricerca pittorica percorre fondamentalmente due strade esistenziali, una che osserva il fenomeno del vedere attraverso gli occhi sul reale del mondo ed una che si muove nell'unificazione dell'esperienza, pensiero ed immaginazione.


La prima, mi porta alla pittura del vedere, con un occhio speciale per la luce ed i suoi fenomeni ed i suoi  effetti emotivi. La pittura dal vero è un’occasione per intraprendere una meditazione rispetto la realtà fenomenica di ciò che mi appare del mondo, questa pratica mi permette di fondermi con la natura del paesaggio che contemplo. Il paesaggio ha un  carattere ed è da intendersi sia come ambiente-natura e sia come una figura nel suo ambiente come nel caso del ritratto. Il soggetto-oggetto si unificano in un percepito che supera la distinzione tra, sentire, pensare ed immaginare. Per questo nelle mie opere la sostanza è sempre una sola nelle sue svariate forme.


Il mio secondo modo di affrontare la pittura è quello che ho nominato “paesaggio del sottile o paesaggio mistico”. La mia ricerca consiste nel creare inizialmente un' opera informale con l'utilizzo di gesti, tecniche e mezzi che producono forme naturali, casuali e spontanee. Il risultato di questa prima fase diventa il supporto per la pittura successiva che scaturisce dall'inseguimento delle immagini che si generano dalla mia proiezione immaginativa che attuo sull'informale alla scoperta di forme riconosciute come paesaggi, ambienti e personaggi (pareidolia).

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Roberto Venturini

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