Pittore fin dall’infanzia, ho sempre amato il mondo dell’arte e mi sono divertito a utilizzare diverse tecniche pittoriche come olio, acquerello, pastello, aerografo, tecniche miste e materico.

 

La mia poetica risulta essere duale ed è legata alla forma del paesaggio che si esprime secondo due differenti sorgenti: da una sgorgano immagini tratte dal vero; dall’altra, dai ricorsi dei sommovimento della mia coscienza nella formula mistica dei “paesaggi del sottile”.


La mia ricerca pittorica percorre fondamentalmente due strade esistenziali:

una osserva il fenomeno del vedere sapendo di incarnare la visione cioè di essere io stesso quello che è guardato (visione fenomenologica);

l'altra si muove unificando l'esperienza del pensiero e dell'immaginazione attraverso la macchia nell'informale nella formula mistica del cuore che ama il Tutto con compassione e stupore.


La prima, mi porta ad una pittura del vedere, con attenzione speciale per la luce ed i suoi fenomeni emotivi. La pittura dal vero è per me un’occasione per intraprendere una meditazione rispetto la realtà fenomenica del mondo della vita, di ciò che mi appare. In questa pratica mi mescolo con la natura del paesaggio, in una contemplazione amorosa. Il paesaggio può essere per me sia l'ambiente-natura e sia una figura nel suo ambiente nel caso del ritratto. Il soggetto-oggetto si unificano in un percepito che supera la distinzione tra, sentire, pensare ed immaginare.

 

Nelle mie opere è intenzione sottolinerare l'unicità della sostanza nella coscienza, nelle sue svariate forme. A livello teorico ricalco la fenomenologia di Husserl (epoché), di Maurice Merleau-Ponty (espressione per incarnazione dell'essere grezzo) e Paul Ricœur (processo nel tempo e racconto) .


Il mio secondo modo di affrontare la pittura è quello che ho nominato “paesaggio del sottile o paesaggio mistico”. La mia ricerca consiste nel creare inizialmente un' opera informale con l'utilizzo di gesti, tecniche e mezzi che producono forme spontanee quindi naturali e casuali. Il risultato di questa prima fase del processo dell'opera è il sub-strato per la pittura. Il fare pittorico scaturisce dall'inseguimento delle immagini che si generano nella proiezione immaginativa della coscienza sull'informale del sub-strato materico prodotto nella fase precedente del processo in una alternanza tra la posizione di autore e fruitore, alla scoperta di forme riconosciute nella loro relazione (psicologia della Gestalt), nel loro spazio e tempo , in una creazione di paesaggi, ambienti, personaggi e storie. La molteplicità di figure svelate e nascoste producono nella fruizione sempre nuove relazioni che instaurano una visione dinamica che genera rinnovate storie ed emozioni.

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Roberto Venturini

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